il Maestro Zen

A chinese lion statue

di questo blog non è sempre la medesima persona, nè è necessariamente un uomo: può essere un amico, un passante, un libro o la parte più profonda del nostro io. In sostanza chi (o cosa) può insegnare qualcosa di importante

Il gatto

mercoledì 17 ottobre 2012
...quelli dell'astronave madre, capendo che le comunicazioni - almeno in un senso - si erano interrotte, decisero di mandare un gatto.
Non un gatto parlante, non un gatto di 50 chili e nemmeno un gatto con gli stivali. Mandarono un semplice gatto, neanche di razza, senza invero spiegargli nemmeno con precisione cosa doveva fare.
"Vai e fatti vedere" era stato l'unico ordine.
A lui non andava a genio... farsi vedere? E da chi? Lì c'era solo un tizio, che a quelli che stavano là sopra assomigliava oramai solo vagamente. Come accadeva sempre, del resto. Chi sbarcava finiva per cambiare, lentamente, lentamente. Poi si perdevano i contatti, e tutti finivano col confondersi per sempre tra gli indigeni, preoccupandosi dell'auto da cambiare o di poter guardare in una scatola di vetro idioti con poca fantasia nel vestire rincorrere come forsennati una palla di cuoio, col solo intento, per giunta, di buttarla via.
Naufraghi venivano chiamati.
Ad ogni modo il gatto si fece vedere, a malincuore. Si lasciò pure avvicinare - tanto per essere sicuro di non dover tornare una seconda volta -, ma non accarezzare... di quello non si era mai parlato.
« Meehwh » disse fissando il naufrago con i grandi occhi screziati.
« Ehi! »
« Meehwh »  tornò a dire più forte, con la coda alzata. E Meehwh, nel linguaggio dei gatti, significa più o meno "coglione".
«Miciomiciomiicio.»
Il gatto socchiuse gli occhi, abbassò la coda e piegò le orecchie all'indietro.. gesti che nel suo linguaggio corrispondono a "senza speranza.".
A quel punto il tizio lo sorprese: «Vai e riferisci che ho ricevuto il messaggio. »
Il felino alzò un orecchio solo, incuriosito.
« C'è sempre speranza. » 
« Meehwh! » e divertendosi a inseguire una farfalla il micio tornò senza accorgersene nel luogo da cui era venuto,  l'angolo della memoria a cui appartengono tutti i gatti perduti.  


Come un calabrone

venerdì 13 aprile 2012
Se ti piace, perchè non te la porti via?

Non credo entrerebbe nella mia valigia.

E allora perchè non ti trasferisci tu qui?

La questione è un po' più complicata di così...

Complicata... ricordati che gli uomini complicati difficilmente sanno dare felicità, e ancora più difficilmente sono uomini felici. Dovresti fare come il calabrone!

Come il calabrone?!??

Il calabrone va contro le leggi della fisica, è un insetto troppo grosso e pesante e ha ali troppo piccole... non dovrebbe riuscire ad alzarsi da terra... solo che lui non lo sa, e vola. Vola per tutta la vita.

estranei

mercoledì 21 marzo 2012
- ...arriva il giorno in cui non riconosci più le persone con le quali hai condiviso molto tempo. Loro del resto non riconoscono più te.
Eppure ognuno conserva qualcosa che li eleva dalla massa degli estranei, lo si avverte benissimo, e capito cosa sia è possibile tornare indietro, anche solo per qualche istante.

- ...anche se, Maestro Zen, hai lasciato gattine e hai ritrovato tigri, iene al posto delle farfalle, lupi invece che cani pastore. Insomma, in fin dei conti reincontri la stessa gente, solo che ci vedi un po' peggio da lontano e un po' meglio da vicino.

Li adoro

lunedì 13 febbraio 2012
- Maestro Zen, adoro le persone che mettono la testa nella bocca del leone solo perchè non lo hanno mai visto sbranare qualcuno.
- Li adori?
- Si beh.... sono un po' insipidi forse...

Al punto di partenza

domenica 11 dicembre 2011
Maestro Zen, ti ho chiesto se quello che avevo visto era il futuro, e tu hai annuito. Così ho continuato ad andare avanti, avanti e avanti per centinaia di chilometri, fiducioso e sicuro. E ora mi ritrovo al punto di partenza. Solamente più arrabbiato.

Nel momento in cui me lo hai chiesto, ciò che hai visto era il tuo futuro. Ma sono passati giorni prima, e le settimane e i mesi poi. E sì, hai percorso molti chilometri, anche quando eri così stanco da farmi supporre che ti avrebbero ritrovato sfinito sul ciglio del sentiero. Hai dimostrato molta forza di volontà. Eppure, anche se quel futuro era a pochi metri, non hai trovato il coraggio di afferrarlo, così mentre eri in cammino è diventato di qualcun altro, oppure un semplice miraggio pronto ad incantare altri viandanti. 

E ora? Sono ancora qui, nuovamente senza un futuro... anzi con una possibilità in meno rispetto a quando mi hai visto per la prima volta.

Non temono te

giovedì 1 dicembre 2011
Maestro Zen, mi capita - senza volerlo - di spaventare le persone. E gli animali. Semplicemente guardandole, perchè?

Non sei tu a spaventarle, non è te che temono. E' la tua ombra.

La mia ombra? Tutti ne abbiamo una.

Credimi, pochi ne hanno una come la tua, cupa e tetra. Quando ti presentasti qui per la prima volta pensai che l'ombra fosse venuta per me. E mi dispiacque scoprire che in realtà era te che voleva... non all'inizio certo. Lo confesso. 

...cupa e tetra...

E' l'ombra della morte. Quando fissi gli altri e l'hai dietro la gente teme che sia interessata a loro, e si spaventa. Non biasimarli. Hai imparato ad abbassare lo sguardo per non metterli a disagio... vedentoti dimesso si convincono che quello che sta subendo sei tu, e si tranquillizzano. Ma così, evitando il loro sguardo, non puoi instaurare nessun rapporto e finisci con l'isolarti ancora di più.

Maestro Zen, dove sta il problema? La morte cammina accanto ad ognuno di noi dal momento in cui nasciamo, poco conta se si lascia scorgere nella mia ombra. Quando sarà il momento stringerà la presa e la vita s'interromperà. La mia, la tua o la loro. Se credi in Dio non dovresti aver timore. E se non ci credi dovresti temere men che meno. Si spegnerà la luce e sarà tutto finito. Sarebbe sciocco lasciarsi condizionare dall'inevitabile.

Concentrazione

venerdì 11 novembre 2011
Maestro Zen, non riesco a concentrarmi, i miei pensieri vagano in continuazione, la mia attenzione si focalizza solo per pochi secondi su un singolo particolare, percepisco solo rumori, non presto attenzione...

Che hai detto?

il derelitto allievo

Random foliage

singolare, introverso, enigmatico personaggio che può essere incontrato in uno sperduto borgo contadino.